Durante una burrasca cadde in acqua un marinaio, un fedele timoriere, il suo corpo fu ritrovato sulla spiaggia dagli antichi abitanti del posto – il nome di quel fedele marinaio era appunto Palinuro. Così Virgilio già millenni orsono narrando l’Eneide descriveva questa perla di rara bellezza.
Palinuro è ancora bella come allora e il suo mare ispira ancora oggi non grandi poeti ma piccoli pescatori che dalle coste frastagliate cercano e trovano la simbiosi totale con l’elemento liquido. Simbiosi non sempre possibile quando viene ricercata nel mese di agosto nel bel mezzo di orde di bagnanti e flotte di fuoribordo che disturbano continuamente l’azione di pesca, anche in alto mare; si perchè una pescata non è mai fine a se stessa – non sono daccordo col vocabolario dove sotto la voce pesca si legge :“Prendere pesci dall’acqua” ... no! proprio non ci siamo... pescare significa tutt’altra cosa; io personalmente scriverei “PESCA – azione destinata principalmente allo spirito e alla mente dove si rende indispensabile l’elemento acquatico e se si prendono pesci o meno questo è poco importante – l’importante è riempire il cestino dell’anima”. Palinuro è proprio il posto adatto per riempire il cestino dell’anima, cestino che preferibilmente andrebbe riempito nei mesi primaverili o autunnali lontano dalla folla e dalle lenze che finiscono nei motori dei fuoribordo. Detto ciò passimo all’analisi tecnica della situazione.
A Palinuro si può praticare qualsiasi tipo di pesca, dalla traina al surfcasting.
Ottimi posti per praticare il surf sono la spiaggia delle Saline con un misto di sabbia e roccia vulcanica; nonostante la conformazione della costa, posso assicurarvi che difficilmente impiglieremo i nostri piombi. Lanceremo le nostre lenze lì dove finisce il gradino di lava solidificata e con uno strapiombo di una decina di metri inizia il fondo sabioso. Quì è d’obbligo l’esca rossa (arenicola napoletana), i pesci sembrano non accorgersi minimamente di tutte le altre esche. Si pescano saraghi, orate, occhiate, salpe, piccole cernie (da rimettere assolutamente in libertà), pesci pettine e molti pesci di scoglio.
Per chi ama la spiaggia pura consiglio quelle a sud di Palinuro, verso Marina di Camerota, qui però in estate è un'impresa anche trovare il posto per l’automobile. Per praticare il surf abbiamo seguito i consigli dell’amico e noto campione Matteo Rocco il quale grazie alla Veret di Lucca ci ha dato la possibilità di provare la propria ammiraglia in materia di surf, la Pro Art, una stupenda canna a ripartizione progettata dal caro Matteo ed usata dallo stesso per raggiungere lunghissime distanze. Per la realizazione di questa canna la Veret non è andata molto per il sottile usando materiali solidissimi e di prim’ordine, in particolare gli anelli e le rispettive legature appaiono realizate a vera e propria regola d’arte. La Pro-Art viene realizata sia per il mulinello rotante che per quello fisso e nelle classi 2-4 e 4-6 once.
Per chi ama la fissa e la bolognese è obbligatoria una tappa alle banchine del molo, tra i pescherecci ormeggiati, dove abbondano tutte le specie e si usano tutte le esche.
Sempre alle Saline vi è un antico molo in disuso dove si pratica il più puro ledgering tornato prepotentemente alla ribalta grazie al “maestro” Fernando Valvassura il quale con la realizzazione di una videocassetta distribuita da una notissima opera editoriale, ha spiegato ai neofiti tutti i segreti di questa affascinante tecnica. Tecnica che dà i suoi risultati con la cattura di leccie stella, saraghi, aguglie, occhiate ecc.
Altra importante prerogativa del posto e che quì si può praticare un bolentino “mordi e fuggi”, ciò grazie alla presenza proprio fuori al porto di un relitto di un bastimento affondato anni orsono che funge da tana per moltissime specie di pesci. Addirittura sopra il relitto è possibile praticare un sano bolentino recandosi sul posto con un pedalò affittato sulla vicina spiaggia. Qui si possono notare i volti contenti di pescatori alle prime esperienze, felici di aver pescato il primo pesciolino. Sempre con piccoli natanti è possibile praticare una traina costiera con piccole esche naturali dove è assicurata la cattura di combattive occhiate, mentre più a largo è possibile catturate tonni, palamiti, lampughe, ricciole ecc.
A Palinuro è possibile procurarsi esche fresche tutti i giorni presso il fornitissimo Obbiettivo Pesca di corso Pisacane – calcolate che trattandosi di un posto di vacanza, nei mesi estivi l’esca e gli accessori li pagherete un pochettino in più rispetto alle normali quotazioni.
Una ottima esperienza di pesca è offeta dalla Cooperativa Palinuro Porto dove ai turisti viene offerta la possibilità di battute di pesca notturna con le lampare. La stessa Cooperativa offre escursioni nelle bellissime grotte presenti in loco e vi accompagna a fare il bagno su delle spiaggie raggiungibili solo dal mare e dispone di un fornitissimo divig center con rilascio di brevetti internazionali.
A Palinuro mi ero prefisso di realizzare anche due articoli sul fiume Mingardo e sul Lambro (ononimo del fiume lombardo), peccato che l’alveo del primo si presentava aridissimo, segno che non vedeva una goccia d’acqua da molti mesi e il secondo era ridotto a un ruscelletto con pochi centimetri d’acqua.
Per dovere di conoca, oltre che ad esaltare le belleze del posto, dobbiamo purtroppo constatare alcune lacune costiruite dalla eccessiva diffidenza dei Cilentani nei confronti dei turisti (alcuni commercianti controllano tutte le banconote con l’apposita macchinetta), solo due sportelli bancomat regolarmente affollati anche nelle ore notturne e periodicamente guasti, la quasi totale assenza di pos per le carte di credito, la reticenza ad accettare assegni e i prezzi vertiginosamente alti degli esercizi commerciali e ricettizzi in relazione alla qualità dei servizi offerti. Palinuro dunque vorrebbe diventare come Amalfi, Positano o Sorrento, le bellezze non gli mancano e forse sono anche superiori a quelle delle località pocanzi dette ma gli manca la mentalità e la giusta impostazione manageriale.
COME ARRIVARE
Arrivare a Palinuro non è di certo agevole. Gli ultimi venti chilometri sono tormentati da curve proibite a chi soffre di mal d’auto. Autostrada Salerno – Reggio Calabria, uscire a Battipaglia proseguire per Agropoli (altro posto incantevole) e poi per Vallo della Lucania, giunti a Vallo Scalo, lasciare la superstrada e proseguire per Ascea, Pisciotta e poi finalmente Palinuro.
A palinuro ci si arriva anche in treno con comodi Euro Star che da Napoli ci impegano un’ora e mezza.
DA VEDERE
Le grotte, le calette, il faro, le saline, l’arco naturale.
DA ASSAGGIARE
L’olio prodotto con i frutti dell’Ulivo Pisciottano. Le superbe pietanze marinare.